Dobbiaco, 11 luglio 2008

Giorgio Jannis

Appunti di lavoro

ore 9.30
Luisanna presenta gli incontri
video di Roncaglia ospitato su piattaforma Zentation (Torcellan mi segnala anche Vcasmo e Omnisio, forse più precisi - basati più su metafora timeline tipo videoeditor - ma Zentation è più immediato) e quindi si parte a parlare di e-learning, oggetti di apprendimento, opencourseware.

OpenArchive
Tecnologia portabile: smartphone, palmari.
Community, social network per la didattica

A me sembra: non bloccatevi dinanzi alle novità, alle risorse educative aperte, pubblicate e distribuite le risorse aperte.
Il web 20 dà alle risorse aperte gambe per camminare, e far circolare tutto ciò

Fase due della mattinata
Gruppo di lavoro
Jannis, Maddalena MApelli, Mariella Pilo, Gianni Marconato
- Maddalena racconta il progetto del blog di Ibridamenti, su splinder, dove è interessante notare che si tratta di uno strumento informale (non e protetto, non installato), dove i contenuti al 70% sono user-generated, e EMERGE il percorso formativo (il progetto ha già fatto nascere un libro, progettato in rete, con un itinerario di pensiero - mindmap, grafici, report) che quindi può ritenersi "scientifico" per come cerca metodologicamente di indagare (sul campo, per gli stessi che lo animano) la sua capacità di diventare poi eventualmente strumento didattico.
Indagine sui blogger, aspetti psicoatropologici e semiotici: lo stile dei commenti.
Importante: indagine sui risvolti identitari; analisi del testo-blog (non solo il contenuto testuale del blog, obviously, ma tutti gli aspetti del blog, secondo una concezione semiologica del concetto di testo) a partire da griglie interpretative in grado di prendere in considerazioni i vari aspetti grwaafici, testuali, semantica dello spazio, utilizzo della persona pronominale, etc.)

Pomeriggio, fase 1
Caresia, presentazione progetto PLIO
OpenOffice, personalizzazione, funzioni nuove della versione 2.4.1 rispetto ad esempio alla ocmpatibilità tra vari formati, "l'essere connesso" del software e quindi poter scrivere direttamente su blog oppure secondo wiki
-> codice della Pubblica Amministrazione digitale (es. art.68 formato aperto, confrontare per legge vari software prima dell'acquisto, riuso)

Bonaria Biancu
La conoscenza online
Bonaria lavora alla Bicocca, per ragionare di digital library.
Ragionamento sulle giovani generazioni e i social network: rispetto a coasa vengono valutate le nuove competenze (selvagge, direi io) dei zovani? Rispetto alle metodologie che noi riteniamo corrette, oppure hanno percorsi propri?
Se usano Google prima di passare in biblio, è per forza *errare*?

PRima di partire con le analisi e gli studi (pur sempre guidate da precomprensione degli adulti), che sia il caso di sottoporre a vaglio le nostre idee di cultura partecipativa?, oppure di insegnanre ai ragazzi a usare informazione.

  • partecipation gap: digital divide, per geografia, per fascia di età, per mancata connettività a banda larga sul territorio; mancato ruolo delle PA, delle biblioteche... acquisire rapidamente nuove competenze per raggiungere nuove opprtunità, interagire con persone dal background differente; problema culturale (pwraltro molto italiano... legge pisanu) per l'accesso alla rete, nelle biblio ci sono filtri alla navigazione
  • traparency problem: comprendwere le modalità thru le quali si forgiano le nosttre percezione del mondo; criticità: ad esempio l'advertising è passato a forme criptiche, invisibili (viral marketing, etc) mentre nel web10 era più classica, visibile, come banner etc. Oggi viviamo dentro i marchi (google): di chi è la proprietà dei contenuti? Oppure: oltre agli skills classici, bisogna maturare delle meta-skills, per comprendere le implicazioni etiche delle scelte che facciamo (media education come capacità di lettura critica del contesto, oltre che del messaggio)... poi c'è il problema (OPML, ad esempio) della profilatura dei fruitori per motivi di marketing. Inoltre c'è un problema poi riguardo all'uso della politica (i politici) degli strumenti 2.0: il blog di prodi2006 è stato subito chiuso, mentre quello di bassolino è più un vero blog, orizzontale,,, poi alcuni commenti eccessivi hanno fatto decidere alla redazione di moderare certi commenti, scatenando polemiche
  • sfida etica: la capacità di foggiare universi informaticva, di conoscere diritti, di saper valutrare la qualità dell einformazioni, saper scegliere, sapersi comportare online

proposte
allenare i ragazzi alla discussione e partecipazione (esempio wikipedia)
favorire la partecipazione pubblica
accrescere la consapevolezza dei propri diritti (data portability, identità digitale) -> OpenSocialWebon
insegnare a usare i tool20 in maniera critica
educare all'openculture

"L'universo è fatto di storie, non di atomi", chiude Bonoria citando qualcuno... "Non abitiamo territori, abitiamo linguaggi", chiosa Jannis citando a sua volta qualcun altro che non ricorda.

chiaramente, nel dibattito son venute fuori le vecchie preoccupazioni sull adiversa modalità di vivere il tempo dei ragazzini, del loro essere multitasking, digitalinativi, e cristo santo non si leggono più i llibri come una volta, e dove sono i tempi dell'approfondimento?
Luisanna chiarisce che il problema è la gestione della complessità, e questo è un problema Rete o nonRete, che il futuro ci porta ed è già presente nel presente dei ragazzini... quindi vi è un problema di cambiamento delle competenze degli insegnanti, problema non eludibile, a cui affiancare consapevolezza dei linguaggi.
Marconato invita a non farsi abbagliare da nuove parolone digitalnative e socialtagging etc., a rivedere il concetto stesso di apprendimento degli insegnanti (che non deve) essere obbligatorio come formazione obbligatoria, sennò chi viene non apprende in realtà non apprende nulla.
Imho, non è chiaro bene il problema: la scuola DEVE cambiare, proprio per perseguire il suo ruolo sociale.

interviene MArioRotta, stabilendo che nella scuola sono percentuali minimissime gli insegnanti che colgono lo spirito dell'utilizzo delle TIC in calsse, poi qualcun altro le usa come valore strumentale. Inoltre (ma non si rivolge a Luisanna di prima) bisogna fare la tara anche al concetto di complessità, che non significa maggior qualità... poi la gente vede la complessità, va a semplificare e banalizza tutto.
Inoltre: le nuove generazioni sono passate a wikipedia come punto di partenza di webquest, mentre fino a tre anni fa (sono studenti universitari, eh) partivano da Google: significa che c'è bisogno di una "nuova semplicità", piuttosto che imbattersi in una ricerca complessa.
Bisogno di semplificare.


Sabato 12
Jannis



la presentazione (mo' controllo se si vede anche qui dentro, embeddandolo) si trova pubblicata qui
http://docs.google.com/Presentation?id=dfhxjz4f_1026hdm2d5c2

Strumenti web20 di produzione e distribuzione documentale