The following was originally published July 23, 2008 at http://blog.mypage.it/2008/07/23/internet-e-la-scuola-intervista-a-luisanna-fiorini-di-scuola3d/
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Internet a scuola. Oggi parliamo dell’impiego delle nuove tecnologie nella didattica con Luisanna Fiorini, ricercatrice presso l’Istituto Pedagogico di Bolzano (per cui, tra l’altro ha realizzato il portale Scuola3D), docente di Tecnologie Educative alla SSIS dell’Università Ca’ Foscari e di Abilità Informatiche alla Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università della Valle d’Aosta.

Qual é oggi il rapporto tra gli insegnanti e le nuove tecnologie?

Nella storia umana e sociale ogni progresso tecnologico connesso ai sistemi di produzione, diffusione e fruizione di conoscenza ha contribuito al cambiamento dell’assetto culturale, dei rapporti interpersonali, della rappresentazione del mondo.
Oggi tutti sono iperconnessi e i nostri alunni (Millennials, ScreenAgers, Google Generation o come vorremo definirli) sono immersi in una realtà amplificata dalla connettività e dall’uso di devices tecnologici sempre più piccoli e mobili . Tutto cambia. Tutto? Qualcosa sta rischiando di scollarsi progressivamente dai modi di essere socialmente attivi e dalle rappresentazioni della conoscenza: il sistema di istruzione e formazione, detto a volte Scuola, con l’iniziale maiuscola.
La Scuola dovrebbe essere il sistema formalizzato per far crescere il Know-how della società, ma a volte è diventato il luogo per trasmettere e conservare una visione del mondo vicina al passato, non proiettata al futuro (e aggiungo molto lontana dal presente).
A volte gli insegnanti sembrano, sommersi da mille istanze, mille responsabilità, non rendersi conto del mondo intorno e pensano che la Scuola abbia specificità sue autoreferenziali e attestate su saperi disciplinari.
Quanto appena detto è riferito non tanto alla scuola di base, molto centrata sulla persona, ma soprattutto alla scuola superiore, che pone al centro l’epistemologia e il contenuto disciplinare. L’introduzione delle ICT nelle prassi didattiche è lenta e non riesce a decollare in modo sistemico. Cosa manca? Una cultura sistemica, appunto, che ponga al centro le ICT non come oggetto di studio ma come ambiente di apprendimento e che riveda tempi, didattiche disciplinari e rappresentazioni della conoscenza. Io sono un’insegnante, voglio osare, leggere il futuro attraverso la curiosità dei miei alunni. Voglio guidarli a navigare la complessità, a costruire una identità consapevole e partecipata, competenze utili a leggere e comprendere le problematiche. Dal 10 al 13 luglio 2008 a Dobbiaco abbiamo iniziato un percorso di riflessione a cui chi è interessato puo’ contribuire.

Internet a scuola: qual è secondo lei il modo migliore di usarlo?

Il miglior modo di usarlo è usarlo. Personalmente sono contraria ad usi blindati della rete: non si insegna proibendo e vietando, si insegna attraverso l’esperienza, con gli esempi, con un affiancamento costante . E’ un approccio molto faticoso, poichè l’insegnante deve per primo avere una abitanza della rete competente, conoscere i pericoli e insegnare ad evitarli, scoprire e testare le potenzialità degli strumenti e dei luoghi virtuali per guidare e far comprendere. Siamo tutti cittadini digitali, volenti e nolenti, ovvero attivi o passivi. Ognuno di noi è tracciato sul proprio cellulare, carte di credito, tessere anche del supermercato. Mi piace insegnare ad essere cittadini digitali attivi, che navigano, producono conoscenza, attingono alle fonti aperte. Il pensiero Open è la scommessa etica (Open Source, Open Access, Open Content). Il web può aiutare ad avere grandi spazi di libertà nel rispetto e nella condivisione. I nostri alunni ci possono stupire molto ed essere anche nostri maestri.

Ci dà quale buon esempio di siti educational per ragazzi? Quali sono le caratteristiche di un buon sito didattico?

Vorrei ricordare qui il progetto che da anni porto avanti con la collaborazione di tanti amici e colleghi e con il supporto finanziario e logistico dell’Istituto Pedagogico di Bolzano:
Scuola3D, nato come luogo in 3d per la co-costruzione di progetti tra scuole, si è trasformato in un metacontenitore che promuove in ambito didattico l’uso di mondi3d, podcast, blog, wiki, strumenti web2.0 , anche attraverso una robusta documentazione pubblicata online con licenza Creative Commons, nella speranza di essere enzima di movimento e cambiamento.
Un buon sito didattico dovrebbe essere, oltre che vetrina, motore di innovazione didattica e culturale, attraverso la produzione dal basso di esperienze e materiali.
Promuovere l’attitudine alla partecipazione e condividere la responsabilità sociale dell’educazione dei nostri ragazzi: questi sono obiettivi che tutti i siti didattici dovrebbero perseguire.