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Lavoro in biblioteca ma mi occupo di tecnologie web. Di formazione filosofa, ho cominciato a lavorare facendo siti web e grafica pubblicitaria.
Collaboro con la rivista "Pc Professionale" su argomenti inerenti il Web 2.0 e ho partecipato in qualità di relatrice a molti convegni, seminari e workshop. Tengo corsi di formazione sulle nuove tecnologie e ho un blog che si chiama The Geek Librarian.

Sono felice di essere a Dobbiaco perché conoscerò i favolosi amici di Scuola 3D con i quali tante volte si è discusso virtualmente.

Di cosa parlerò: della conoscenza e delle proteiformi modalità con cui viene creata (soprattutto in ambito digitale).

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DEFINIZIONE DELLA GRIGLIA INTERPRETATIVA
Participatory Culture di H. Jenkins è un libro fondamentale per comprendere le dinamiche evolutive della pop-culture e il suo impatto sull'informazione mainstream: i tool collaborativi e sociali del Web 2.0 hanno dato alla cultura popolare la possibilità di esprimersi e diffondersi come mai prima. I contenuti trasmessi in broadcast vengono appropriati dai navigatori che li remixano e ri-trasmettono in modalità innovative e creative, in modo che gli stessi media mainstream, che seguono le tendenze della pop-culture per cogliere l'onda delle innovazioni, se ne riappropriano a loro volta, creando un loop virtuoso di creazione-disseminazione-fruizione-mashup di conoscenza.

Gli educatori devono trasmettere le competenze culturali e le abilità sociali, cioè insegnare new media literacy - ai Millennials, soprattutto, ma a tutte le fasce della popolazione, per ridurre non solo il digital divide ma anche il participation gap.
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C'è chi, come Kurzweil, pensa che siamo vicini alla Singolarità - all'IA (vista però come la mente umana che assume le capacità del computer e non il contrario).

Il Canone è morto. L'Esperto è morto. L'Accademia comincia a non sentirsi troppo bene.

E noi? Restiamo ai margini a guardare o vogliamo approfittare del fatto che il re è finalmente nudo?

Wikipedia si fonda NON sull'ontologia (Verità) ma sulla conoscenza negoziata (Neutral Point of View), ed è partecipata e stabilisce una dialettica gnoseologica democratica come mai si era visto prima.

Gli archivi aperti consentono alle pubblicazioni scientifiche di fluire liberamente sul Web, a beneficio degli studiosi, contro gli oligopoli editoriali. L'accesso aperto alla conoscenza e ai suoi dati è una delle condizioni per vivere in piena consapevolezza (o in consapevole pienezza) l'era dell'Informazione.

Nuove tecnologie emergono, come l'APML e i flussi di attenzione, protocolli per la data portability, Open Social e i tentivi dei big player di accordarsi tra loro pur di non perdere la sfida con il mercato. Emergono nuove tecnologie per la gestione delle identità: chi siamo ce lo dirà (o al massimo ce lo certificherà) la Rete.

Ma va tenuta alta l'attenzione sui processi democratici, perché la tecnologia non finisca col trasformarsi nell'ennesimo trucchetto del Potere per nascondersi dietro facciate fasulle.

Per una cittadinanza digitale consapevole, l'educazione a un uso della tecnologia consapevole è forse l'urgenza più importante che abbiamo in questo momento... I processi tecnologici sono processi cognitivi sono processi connettivi.

Le parole chiave: connessione, commistione, interdisciplinarità, CONTAMINAZIONE.