BONARIA BIANCU

*A scuola non preoccupiamoci solo dei giovani... occhio anche al gap di partecipazione

  • fruire delle informazioni evitandone però i rischi: bisogna saper cogliere le opportunità del nuovo paesaggio mediatico

  • E' necessario individuare delle "nuove"competenze, ma nella scuola questo è spesso ancora un problema poichè queste competenze vengono ancora considerate come poco funzionali o poco educative

  • Problema della trasparenza: marketing/pubblicità: noi stessi senza rendersi conto rendiamo sempre + potenti alcuni "marchi". E' importante allora sviluppare anche degli skill di comprensione del contesto

APML: il nostro flusso di vita on line
OPM: filtro x arrivare "solo alle informazioni che ci interessano..

  • E' necessario fare attenzione sempre ai diversi punti di vista (sito Brown)

  • A volte le informazioni inserite nel socialnetwork possono essere utilizzati contro di noi: cosa fare? E' molto importante allenare la capacità di discussione e di negoziazione

Esempio di Wikipedia in cui, nel caso ci siano diverse interpretazioni date per un termine o un concetto, questo viene "congelato" e si deve riuscire ad arrivare ad una definizine "neutrale In questo ambiente, quindi, non basta aggiungere, ma anche reagire in modo adeguato alle correzioni ricevute; non a caso una parola viene definita neutrale quando non viene più editata


  • Bisogna favorire la partecipazione pubblica: IRIS bilancio partecipato
  • Accrescere la consapevolezza dei propri diritti ed esserne consapevoli (dataportability) i dati dovrebbero essere sempre di nostra proprietà

A scuola quindi è necessario:

- Indurre i ragazzi a farsi sentire e ascoltare ed educare all'Open Culture e all'Open Access
- stimolare l'autovalutazione e l'automiglioramento in ambienti competitivi e remunerativi (fanfiction processo di betareading che inverte anche la classe di età)
- far emergere la visionarietà

vedi ultima diapositiva

GIORGIO IANNIS


Noi abitiamo territori-digitali.

Una cosa però è la forma del messaggio un'altra è ragionare sulla forma da dare al messaggio

Siamo tutti d'accordo nell'affermare che l'uomo tecnologo nasce prima del Galileo: è l'uomo dell'occhio e della mano

Tecnologia non significa TIC
La tecnologia non è un'ancella della scienza

La tecnologia scommette su due cose:
1- agire concretamente sul futuro (devo progettare un canale)
2- manipolare l'ambiente

Ormai non abitiamo più un mondo "naturale" sale" Ormai abitiamo in un mondo dove è ormai impossibile non vedere l'intervento umano e separare il paesaggio da oggetti tecnologici

Tutto si fonda su due concetti: trasformazione e distribuzione (università, come industrie, come reti sul territorio....) sono tutti oggetti tecnologici
Io descrivo, rappresento e racconto un oggetto tecnologico
(esempio interruttore)

I nostri bambini vivono già in un ambiente costruito e devono capirne il sistema organizzativo.
A volte questo ci mette in difficoltà perchè non siamo abituati a pensare in modo orizzontale, reticolare, facendo attenzione ai FLUSSI e non agli OGGETTI.


E' necessario avere avere consapevolezza della natura tecnologica del nostro ambiente: questo ci serve anche per capire il computer come oggetto tecnologico

Iniziamo a guardare il nostro territorio nel senso biodigitale (come mai una città nasce lì?) Saper dove fondare una città era una competenza profonda dell'uomo.


Abitare in modo biodigitale significa doppia abitanza

Ora: ognuno ha il suo stile di abitanza sia biologica sia digitale: posso essere stanziale o nomade anche nel digitale (guardo sempre lo stesso sito,frequento lo stesso forum, prima guardo la mia casella di posta oppure...)

Avere una doppia abitanza significa saper appartenere sia aluoghi di ricorrente frequentazione sociale sia a luoghi digitali


E' importante quindi leggere il territorio
come reti
come testo
come ipertesto
come community
come flusso


Ora noi ci troviamo a "Scrivere il territorio" (progettazione)

Noi abbiamo paura del computer perché lo vediamo come ogg. ipertecnologico: per questo bisogna spezzare il panico iniziale.

Devo costruire una nuova grammatica situazionale e un vocabolario tecnoterritoriale per favorire una cultura tecnoterritoriale ed un approccio sistemico

E' importante far capire la rete a livello tecnologico generale

Non è un caso che i più grandi visionari del futuro sono spesso musicisti, scrittori... e non degli informatici
Bisogna imparare a BEN STARE il che non significa"ben-essere":
-Abitanza digitale
-Borghi digitali (la connessione rende tutto glocale)
-Comportamenti connettivanti
-Socialità in rete
-e-democracy

E' solo quando sono consapevole di un ambiente costruito che ne divento responsabile

Piano piano nella Rete si creeranno aggregazioni di conoscenza che però sono imprevedibili nella loro struttura (esempio foglie)

Il glocale annulla la verticalità e la gerarchia.
La rete delle reti è ORIZZONTALE

e-democracy: significa creare, produrre, garantire dei servizi ai cittadini nella piena trasparenza, ma significa anche saper creare canali bidirezionali


Concetto di urbanistica digitale: segnare anche le "porte" magiche:
Google come lettura tecnologica del territorio
E' molto importante dare figuratività anche al digitale


Il senso della domanda mi dà la direzione della risposta
Rompere lo schema della risposta porta creatività, porta a nuove domande e nuove risposte

Non avremo reale cittadinanza digitale fino a quando non ci sarà connessione continua e garantita per tutti.


"La formazione è sempre blended, e bisogna ricordare che il 50% europeo del PIL dipende dallo scambio telematico
......
L'insegnante deve saper essere per primo un vero cittadino digitale
----------------------------------------------------------------------------------------------------MARIO ROTTA

Ormai viviamo in un mondo con strumenti diversi a volte anche (apparentemente) contraddittorite fralaro, ma che dobbiamo comunque imparare a gestire.

In questa complessità è necessario trovare nuovi percorsi (?) non nascondendoci contraddizione e pericoli possibili.


Citazione di Miller le cui affermazioni oggi sono base del grafic design...
da qui la metafora delle 7 dicotomie con le quali come educatori dovremo fare i conti


Attenzione: queste "dicotomie" in effetti, non sono da leggere come entità contrapposte che implicano una "sola" scelta, ma esistono come fenomenologia e come tali non possono essere ignorate


1- immediatezza/ ipermediazione i diversi media entrano in conflitto e ogni linguaggio "costringe" in qualche modo l'altro media a ricollocarsi, a riposizionarsi: rimediazione forzata

I nuovi media procedono parallelamente verso una forte immediatezza e paradossalmente verso l'accumulo di più linguaggi
La stessa realtà virtuale nella quale saremo sempre più trasparenti, porta con sè anche il concetto di derivai permediale

2- integrazione/specializzazione: le piattaforme portano all'integrazione dei linguaggi. Si parla di derivae allo stesso tempo di forte esigenza di specializzazione.
  • wiki: è una piattaforma che sceglie di non risolvere questa apparente dicotomia: è al tempo stesso oggetto integrato e altempo stesso consente un utilizzo specializzato di alcuni strumenti possibili.



3- personalizzzione/standardizzazione

4- consistenza vacuità
  • esempio di yahoo answers come possibile esempio di consistenza, am ache ha in sè il "virus" della vacuità
  • concetto di "rumore di fondo"
E' necessario porre attenzione anche ai giudizi di valore che gli utenti danno alla risposta data ad una certa domanda dalla umanità"

dalla apparente vacuità di queste folksonomie può crearsi consistenza: non si deve scegliere da consistenza e vacuità ma bisogna utilizzare e saper gestire questa apparente dicotomia per creare nuovi modelli di conoscenza

5- socializzazione/autoreferenzialità
*learning town: : comunità potente ma rischiosa Anchein questo caso, non è necessario dare un giudizio di valore, ma tener conto della ricerca di equilibrio tra queste due possibilità


6) ubiquità/ contestualizzazione

*usi didattici di google maps

7- liquidità/solidità
la stessa rete è contemporaneamente liquida e solida...è qualcosa che si muove come acqua e come tale può creare dei gorghi noi dobbiamo solo cercare di imparare a nuotare e al tempo stesso, saperci "aggrappare"a "relitti" solidi
*tag-rss....

learning3: life long learning in cui l'utente è inserito in un ambiente integrato di apprendimento personalizzato...l'insegnante allora deve saper predisporre, "arredare" questo ambiente nel quale l'alunno deve rimanere protagonoista assoluto.

all'e-learning si può arrivare con un
approccio formale: corsi on line
approccio informale: rss
approccio non formale: social network

Non più piattaforme ma mashup dinamici
E' necessario separare i contenuti dalle strategie utilizzate per collocare questi contenuti in diversi contesti
Un conto è il contenuto, un conto è il significato di quel contenuto: qui entra il muovo ruolo dell'insegnante come mediatore verso il significato dei contenuti.
E' necessario padroneggiare il contenutoal punto da separarlo dal contesto nel quale è collocato: ritorna il ruolo del Io moderatore/animatore
E' necessario ritornare a puntare SULLE PERSONE

Tra le piattaforme e gli utenti ci deve essere la figura del tutor/broker, la figura del "nuovo" docente
C'è chi apprende c'è l'oggetto dell'apprendimento e c'è chi riesce a contestualizzarlo e a mediarlo secondo gli obiettivi d'apprendimento che si pongono in un determinato contesto.