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Videocamera costruita dai bambin che dicono :"Ci controlla"

Insegnante di scuola primaria, Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Specializzata in Metodi della Comunicazione ed Apprendimento online, Manager di Reti e di Contenuti online, Esperto di Piattaforme Tecnologiche per l'Apprendimento. Attivista del Software Libero e fondatrice di erlug, Linux User Group emiliano romagnolo.

  • Brandelli di storia...
Di solito preferisco parlare di Software Libero per le implicazioni etiche, culturali ed educative che il movimento sostiene.
Sono altresì convinta che il vero motore propulsore della piccola parte di storia che sto per narrare, non sia stato il sistema operativo Linux in sé ma, che il protagonista, sia il Software Libero, prodotto ed arte di cultura collaborativa.
Nel 1997 mi collegai per la prima volta ad Internet, potevo leggere tutto avendo studiato lingue e forse, era anche la prima volta che quella laurea mi veniva utile...avevo a disposizione informazioni su informazioni: impazzii e mi chiesi come fosse possibile tutto questo e come fosse nato. Incominciai cosi' a fare delle ricerche sulla storia di Internet e di seguito anche sulla Storia dell'Informatica che mi portarono a conoscenza dell'esistenza di un underground digitale in Italia. Pensai che dovevo farne parte per conoscere ancora, dal momento che avevo perso un pezzo di quella storia che per me ormai era diventata vitale per capire e per imboccare nuove strade.
Nella primavera del 1998 lessi che quello stesso giugno, a Firenze, si sarebbe tenuto il primo Hackmeeting italiano e ci andai. La conobbi l'esistenza di Linux e del Software Libero e frequentai un seminario sulla storia dell'informatica tenuto dal Prof. Renato Pii dell'Università di quella stessa città che mi apri' un mondo che pensavo lontano dal mio lavoro di insegnante. All'epoca insegnavo matematica in una classe Quinta, una classe difficile e portavo i bambini nell'aula computer a disegnare ed a scrivere: niente di speciale ma, per loro era il momento più bello e per me il momento più utile in cui potevo osservare, con sorpresa, un lato nascosto della mia classe aperto a sostenere ciò che veniva chiamata troppo comunemente *classe difficile*.
Tornata dall'Hackmeeting installai Linux Slackware su un mio vecchio portatile e mi collegai ad Internet editando il mio primo file per minicom aiutata online da alcuni amici. Ciò che so oggi posso dire di averlo imparato online collaborando con la comunità del Software Libero.
  • Ma cosa faccio?
Trovo software con licenza GPL per la scuola e li traduco di solito insieme alla documentazione
Li esperimento a scuola e scrivo ciò che faccio cercando di disseminare altra documentazione
Studio eventuali personalizzazioni dei software per arricchire la possibilità di utilizzo
Partecipo a diversi progetti sia come formatore che in varie altre vesti :)

  • Cosa propongo per Cittadinanza Digitale

Il Free Software dal punto di vista del bambino: conoscere ciò che si usa e sapere ciò che si fa e come si fa.

Sintesi del lavoro.
Il percorso inizia nell'anno scolastico 2006/2007 nella mia classe seconda, sottoponendo alla libera esplorazione dei bambini alcuni software del progetto francese AbulEDU che ho tradotto in italiano, tra questi Chemin. Dopo l'esplorazione a coppie viene richiesto ai bambini di disegnare l'interfaccia grafica in modo che possa servire per spiegare ad un altro bambino di cosa si tratti. Ogni bambino o coppia spiega ad alta voce agli altri. Le spiegazioni ed i disegni vengono assemblate per formare il Manuale di Chemin che stampiamo ed appendiamo nell'aula (Il testo regolativo). I bambini dicono che il manuale è il loro e che se lo lasciamo li qualcuno ce lo ruba, ci ruberà l'idea. Scaturisce dunque la discussione come fare: abbiamo scritto un manuale che deve servire agli altri ma non vogliamo che altri ci possano rubare l'idea. (La licenza come insieme di regole scritte spiegata ai bambini sia di un manuale che di un software- Educazione alla legalità)

Una volta capito dunque come dovrebbe essere un manuale ed a cosa serve e perché lo dobbiamo diffondere, i bambini autonomamente imbastiscono autonomamente il lavoro per la realizzazione del manuale di un altro software del Progetto AbulEDU: Mulot.

  • Articoli per i docenti di scuola primaria relative all'utilizzo del software libero:
Soluzioni pratiche per l'utilizzo del Free Software nella Scuola Primaria. Prima soluzione: Il software Open Source sul sistema operativo proprietario. Francesca Campora, Rubrica Scuola Primaria Dschola.
Soluzioni pratiche per l'utilizzo del Free Software nella Scuola Primaria. Seconda soluzione: le distribuzioni Linux Live. Eduknoppix. Francesca Campora, Rubrica Scuola Primaria Dschola.
Mi posso collegare ad Internet con Eduknoppix LIve? Francesca Campora, Rubrica Scuola Primaria Dschola.
L'Educatore n°4 Anno LIV, Fabbri Editori - Il Software Libero nella scuola primaria - Francesca Campora
L'Educatore n°6 Anno LIV, Fabbri Editori - Il Software Libero: come usarlo - Francesca Campora

  • Articoli sulla storia del software libero nella scuola primaria:
La marcia dei pinguini Il lungo cammino del Sofwtare Libero e del Sistema Operativo Linux alla conquista della scuola primaria in Italia. 1998-2001. Francesca Campora - Rubrica Scuola Primaria Dschola - 9 marzo 2006
Il Software Open Source nella didattica dalla parte dei docenti: cultura, formazione, ricerca e sperimentazione. Francesca Campora - Convegno Donne e Informatica, reti e Labirinti, Bolzano 19.10.2006