Oggi si è parlato di Scuola3d. Non narriamo qui la storia del complesso oggetto Scuola3d che, nato come mondo AW per la scuola e i soggetti del mondo dell'educazione e istruzione, ha raccolto intorno una comunità di pratica che lavora dentro e fuori, sperimenta strumenti e modalità di interazione connessi al web 2.0.
Qui i link del cluster di strumenti che usiamo, per chi vuole andare a vedere:
Home e porta di ingresso su Scuola3d se vuoi entrare scarica il client dall'area Download e chiedi account aLuisanna Fiorini fiorluis@tin.it
Il wiki di Scuola3d
Il blog di Scuola3d
Jaiku di Scuola3d
Podcast Suonipoetici , da un'idea di Roberto Didoni
Scuola3d su YouTube



Scuola3d su Flickr




Parliamo invece della discussione nata intorno al progetto che, giunto al suo quarto anno di vita, vuole ancora una volta rivitalizzarsi attraverso nuove sperimentazioni, collaborazioni. Parola d'ordine: OSARE. Scuola3d è fatta dalle insegnanti e gli insegnanti che lavorano introducendo elementi innovativi nella prassi didattica quotidiana, con la dotazione strumentale piu' varia: passiamo dalla scuola che, grazie alla lotta della maestra Nicoletta Frameschi, ha i computer in classe collegati a banda larga, fino alle scuola meno dotate strumentalmente e forse per questo capaci di voli geniali (Angela Eddario, Maria Gragnaniello, Elisabetta Nanni, Alessandra Trigila). Il progetto accoglie poi sperimentazioni di Università, Enti di Ricerca, e di chionque nel mondo della formazione-istruzione-educazione abbia il coraggio di mettersi in gioco. OSARE.. Adoro questo termine, questo concetto, la forma e il suono di questa parola. La scuola ha bisogno di rinnovamento, con o senza le tecnologie (anche se il confine tra la percezione del mondo tecnologico e il mondo cosiddetto naturale fa sorridere, vedete ad esempio l'intervento di domani di Giorgio Jannis sull'abitanza biodigitale). Come sempre nel dibattito sono nate le domande classiche di chi non ha mai lavorato dentro Scuola3d, dove sperimentiamo forme di ibridazione tra formale e informale, molto vicine ai modi di apprendere dei nostri studenti: "ma è garantito un guadagno cognitivo? ma quale il valore aggiunto? ma esistono "prove" della validità di prassi come la vostra?" Ho invitato tutti a leggere la robusta documentazione sul wiki e sul blog di Scuola3d, soprattutto a questi link:
Mario Rotta, che in Italia è stato uno dei primi a sperimentare i Mondi Attivi molto, molto prima che questa diventasse una mania diffusa, è intervenuto dicendo che (riassumo con parole mie):
Ma è proprio certo che altre prassi didattico-tecnologiche abbiano sempre una testimonianza reale e documentata di valore aggiunto?
Per legittimare l'attività didattica nei mondi virtuali basterebbe l'obiettivo della motivazione degli alunni
Le attività didattiche nei mondi virtuali, anche se recenti, sono testimoniate già da lettereatura e studi di caso. (ne è passata di acqua sotto i ponti da questo messaggio del 1994:



rbritvi@falcon.peregrine.peregrine.com
Tue, 14 Jun 94 14:33:00 PDT

Hi. About a month ago, I started a project called WebWorld.
Some of you may want to take a look at it. It's at:

http://sailfish.peregrine.com/WebWorld/welcome.html

It's a 2D world created by Web users. On May 24, WebWorld
was just a bunch of empty lots waiting to be built upon.
In the first 3 weeks, over 28,000 lots were occupied, linking to
about 800 sites on the Web.

I'm looking forward to applying the 3D concepts being discussed here
to WebWorld. Hopefully I'll be able to add something to the discussion too.

Ron Britvich
ronb@peregrine.com


E comunque ecco una piccola carrellata di documentazione "altra"
William Winn, (1993, la preistoria!!). A Conceptual Basis for Educational Applications of Virtual Reality, Human Interface Technology Laboratory, Washington Technology Center, University of Washington.
Van der Meijden, H. (2005). Knowledge construction through CSCL: Student elaborations in synchronous, asynchronous, and three-dimensional learning environments. Unpublished PhD thesis, Radboud University, The Netherlands.
Kenneth Hansen, To Meet Without Actually Meeting - Cultural Models of Virtual Rituals in 3D Cyberspace Gertz, W. A. & Jensen, S. J. (eds.): Relious Narrative, Cognition and Culture. Equinox Press, London. In press.
De Kerckhove, D., Fiorini, L., (2005) Mille modi per un mondo: 3d per costruire conoscenza , Atti dell'Expo E-Learning, Ferrara

Molte le idee di progetto nate durante (e dopo, a tavola, nei corridoi, sul prato)
  • Allestimento di un sistema-mostra-museo sul modello già realizzato su Scuola3d in occasione della mostra "I segreti del corpo"
  • Predisposizione di un gioco di ruolo (Mario Rotta ha già elaborato una ipotesi)
  • Creazione di un ambiente di allenamento e simulazione all'E-Democracy
  • Creazione di una scuola multilingue.
In tutte le idee progettuali è presente l'ibridazione formale-informale, che sposta il fulcro del setting dall'algoritmo procedurale del processo di costruzione della conoscenza (comunque presente) all'ergonomia di spazi e situazioni che possano favorire apprendimenti anche per serendipity.
Vedremo.


Vorrei aggiungere alla sintesi della discussione operata da Luisanna, una breve riflessione.
In ogni dibattito che ha per tema scuola3d emergono immediate le domande “Qual è il valore aggiunto?” “E’ giustificato un simile impegno da parte dell’insegnante?” e soprattutto “C’è un reale raggiungimento degli obiettivi disciplinari?
E’ indubbio che i mondi attivi possano essere utilizzati per finalità ludico-ricreative. Di solito anche il primo approccio a scuola3d è prettamente ludico.
Ma le possibilità didattiche dell’ambiente vanno ben oltre.
Come al solito, non è il “sussidio” che fa la didattica.
Giorgio ricordava come, da anni, perfino uno strumento come powerpoint è stato “piegato” ad un utilizzo didattico innovativo.
Quale insegnante elementare che sperimenta l’ambiente “solo”da 3 anni posso sostenere le potenzialità di scuola3d di farsi centro di aggregazione per le attività più varie, ma sempre improntate ad una didattica collaborativa e costruttivista.
La ricostruzione di un ambiente 3d da parte degli alunni è attività progettata, partecipata, realizzata, valutata e, nel caso, ripensata collaborativamente.
Gli ambienti ricostruiti sono non solo “vetrina” dei lavori degli alunni ma costruzione di conoscenza.
Introdurre scuola3d in classe non significa solo aggiungere o sostenere ciò che già esiste, ma rimettere in discussione l’idea stessa “tradizionale” della didattica.
Scuola3d non solo consolida il lavoro didattico o potenzia il grado di socializzazione o accresce la motivazione degli alunni ma rappresenta il “luogo” in cui i bambini costruiscono le proprie conoscenze attraverso l’agire.
Maria
PS.Mi sembra assolutamente in tema questo video.Buona visione ehehheh